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2012

05.01.2012

traduzione dall’audio

Cari figli,
con grande gioia, sapienza e amore, non possiamo dimenticare che siamo nell’anno della misericordia e dell’unità. È importante, tutte le volte che siete riuniti in preghiera, e non solo nei momenti di preghiera del rosario, di celebrazione eucaristica, di lode, ma anche nei momenti di lavoro, di condivisione, che viviate la misericordia e anche l’unità.

Perché il mondo ha molto bisogno della presenza della Santissima Trinità. C’è così tanta sofferenza vicino a voi! Sofferenza temporale, spirituale e materiale. Se riflettiamo, ci rendiamo conto che tutto questo è molto visibile nel mondo. Basta guardare la nostra Comunità Fraterna. Gesù ha detto chiaramente, e lo ha insegnato agli apostoli, che siamo fatti a immagine e somiglianza di Dio, ma che tutto si riflette nell’uomo, anche la sofferenza.

Allora quando oggi guardiamo la sofferenza materiale, la sofferenza temporale, la sofferenza spirituale, vediamo che molte volte essa si riflette anche nelle persone che sono vicine a noi. Spesso questa sofferenza è dentro la tua casa. Vuoi vederla lontana, ma è dentro la tua casa, dentro il tuo paese. Non c’è bisogno di andare lontano.

Quando parliamo delle difficoltà che l’umanità sta attraversando, esse sono molto vicine a ciascuno di noi. Perché Dio ci ha creati a sua immagine e somiglianza, ma l’uomo ha disobbedito molto a Dio. È diventato un figlio molto disobbediente. Si è opposto alla volontà di Dio. Ecco perché oggi le persone soffrono, ecco perché oggi le persone sono tristi, depresse, inquiete, senza sicurezza, non sono in grado di mantenersi salde, molte volte cadono nello squilibrio.

Allora quando Gesù parla della misericordia e dell’unità, sono cose che dobbiamo vivere. L’anno è appena iniziato e noi dobbiamo già vivere tutto quello che Gesù Cristo ci chiede perché, se riflettiamo, vediamo che in così poco tempo, in così pochi giorni, abbiamo una necessità molto grande di misericordia. Ci sono famiglie colpite dal dolore delle perdite, dalle difficoltà causate dalla natura, da tutta la sofferenza materiale. Perché ciò che è temporale colpisce sempre il materiale. Quando arriva un dolore temporale, immediatamente arriva anche un dolore materiale. E se l’umanità non ha una struttura di preghiera, una struttura di fede, allora arriva lo squilibrio, la depressione, l’angoscia. Quante persone oggi si sentono senza appoggio, senza fondamento!

Gesù ha detto: “Questo è l’anno della misericordia, è l’anno dell’unità”. Cos’è la misericordia? Cos’è l’unità? Sono tutto quello che dobbiamo avere per vivere una vita più fraterna, tenerci per mano, aiutare, condividere. Perché è inutile chiudere la porta di casa e fingere che vada tutto bene. Dobbiamo guardare la realtà, figli miei. E la realtà è questa: nessuno può nascondersi dalla sofferenza. Essa arriva. Anche se cerchi di chiudere la porta della tua casa, essa arriva.

Allora oggi dobbiamo cercare di vivere molto questo insegnamento, vivere la preghiera, invocare la misericordia, invocare la Santissima Trinità, vivere con più unità, con più unione. Oggi, nella Comunità Fraterna, c’è una parte di comunità che vive nella misericordia di quelli che pregano. Si tratta di quelli che non sanno nemmeno dove sono, non sanno cosa significa questa vita, la missione, la comunità, l’insegnamento del Cielo. Allora voi avete misericordia perché ci sono molti che non sanno dove andare, che non hanno direzione. È quello che Gesù ha insegnato agli apostoli, che anche San Francesco ha fatto: avere misericordia verso chi era privo di direzione.

Avere misericordia di queste anime significa anche avere prudenza. Aiutare in modo sapiente, insegnando anche la via di Dio. Perché oggi l’umanità molte volte non vuole una vita nuova. L’uomo, quando cade nelle trappole del demonio, non vuole uscire. Ma deve uscire! L’uomo deve avere la forza per uscire dai vizi, per uscire dalla pigrizia. Gesù ha detto chiaramente che il peccato che maggiormente porta l’uomo agli altri peccati è la pigrizia, la mancanza di azione, il non essere utili, il non sentirsi utili.

Un padre, quando smette di vivere questo cammino che porta ad essere utile, cade nel vizio, si dispera. Allo stesso modo una madre. Allo stesso modo il missionario. Allora dobbiamo agire in modo molto prudente, perché il Cielo ci chiede di vivere molta misericordia, molta unità ma anche molta prudenza. Perché oggi dobbiamo avere soluzioni, non dobbiamo mantenere il mondo nel modo in cui le persone vogliono. Se l’uomo non ascolterà la voce di Dio, affogherà nello stesso fango che egli stesso sta creando, che è la sofferenza. Ogni tipo di sofferenza. Allora deve sollevarsi, rialzarsi, rimboccarsi le maniche e lottare. Andare avanti, proseguire, non scoraggiarsi! Non può essere che una barriera qualsiasi ti impedisca di andare avanti.

Se è difficile, prega, e Dio realizzerà nella tua vita il miracolo. Gesù ha detto che tutti i giorni noi viviamo il miracolo. La vita è un miracolo. Questa sera dobbiamo ringraziare, perché avete già avuto un dono di Dio nel miracolo di questo giorno. Allora loda, ringrazia, chiedi, confida, credi, affida, rinuncia. Dobbiamo essere creature capaci di vita nuova. Quest’anno è l’anno del grande rinnovamento, e spetta a tutti i cuori sentirsi forti, con capacità di lottare, rinnovarsi, trasformarsi.

Allora l’amore di Dio è questo, figli. È l’amore che guarisce! Se oggi sei malato, cerca di guarire, cerca la fiamma. Gesù ha detto: “Accendi la fiamma”. Accendi la tua fiamma! Nessuno può accenderla per te. Solo tu puoi farlo. Accendi la tua fiamma! Nessuno può guadagnare il Cielo al posto tuo. Solo tu puoi farlo. Accendi la tua fiamma! Abbi il coraggio di accendere questa fiamma! Perché il Cielo oggi ci sta chiamando a una vita trasformata, a una vita rinnovata e santificata.

Voglio benedire tutti i cuori qui presenti, i figli che sono venuti da lontano, e chiedere a Gesù che ognuno accenda la sua fiamma, per vivere l’anno della misericordia e dell’unità insieme alla Santissima Trinità.

Con gioia, vi benedico.

la Madonna benedice i presenti

Cari figli,
ho benedetto con affetto tutti voi. Ho benedetto questa bellissima famiglia che amo tanto e voglio aiutarvi a tenere le vostre fiamme accese. Per questo vi chiedo, figli: non aspettate più! Fin da subito, accendi questa fiamma. Soprattutto quella della fede, della buona volontà, della carità, dell’amore, del perdono. Devi realmente essere di Dio, avere il cuore in Dio, essere semplice, avere sapienza per ascoltare il richiamo celeste.

Ho benedetto mia figlia Jacqueline, che Gesù ti dia molta forza, molto coraggio per gli anni di missione, di cammino. Continua sempre a tenere il pensiero nell’amore di Dio perché, se pensi all’amore di Dio, allora corrisponderai a questo amore e sarai felice.

Faccio gli auguri a tutti i festeggiati di oggi, vi auguro molta pace. Che il Cielo vi illumini e che siate veramente disposti ad essere servi del Signore.

A chi mi ha offerto questi fiori così belli, dono il mio Cuore di Madre.

Rimanete tutti nella misericordia e nell’unità, con la benedizione del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Il Cielo mi chiama. Ecco la Serva del Signore.