testimonianze

Testimonianza di Padre José Mota S.D.B., febbraio 1996:
L’8 e il 9 febbraio del 1996 ho visitato la Valle dell’Immacolata Concezione, a Piedade dos Gerais, insieme ad alcuni parenti. In questi due giorni ho partecipato a tutti i momenti di preghiera comunitaria.
Già il primo giorno, verso le 21:10, abbiamo ascoltato il primo messaggio. Ci siamo riuniti nella cappellina. Erano presenti tutti gli abitanti della Valle, insieme ad alcuni pellegrini. A un certo punto la veggente si è inginocchiata: era il segno che la Madonna era presente e stava per trasmettere un messaggio. La veggente, di nome Marilda, che vedeva la Madonna da oltre otto anni, ha trasmesso a tutti il messaggio della Vergine.
Si esprimeva come se la Madonna parlasse attraverso di lei. Il messaggio è stato registrato su video e musicassetta. Questo non ha intimidito né condizionato la veggente. Parlava con disinvoltura nel suo linguaggio semplice, con alcuni errori di sintassi e concordanza grammaticale. Ma il messaggio scorreva normale e logico, senza errori di teologia e in un modo comprensibile da tutti. Era la Madre che parlava ai suoi figli, raccomandando l’obbedienza ai comandamenti di Dio e agli insegnamenti di suo Figlio, invitando ad essere docili ai doni dello Spirito Santo.
Dopo il messaggio c’è stata la recita del rosario e poi tutti si sono ritirati nei propri alloggi.
Il giorno dopo ho sentito la campana suonare alle 6:00. Mi sono alzato e alle 6:30 ho partecipato alle preghiere del mattino nella cappellina, dove tutti pregavano tenendosi per mano.
Subito dopo colazione, tutti sono saliti al luogo dove erano avvenute le prime apparizioni, hanno cantato delle lodi e hanno recitato una corona del rosario. Era venerdì, giorno di digiuno. Anche i bambini hanno partecipato al digiuno.
Quel giorno il messaggio, previsto per la sera, è stato anticipato verso le 15:00, subito dopo la recita della coroncina della Divina Misericordia. Mi è stato chiesto di stare accanto alla veggente. Ho sentito un po’ di invidia pensando al fatto che la Madonna sarebbe apparsa a lei e non a me, che sono sacerdote dell’Altissimo. Noi, che studiamo filosofia e teologia, siamo abituati a ragionare con sillogismi e sofismi, mentre Dio e la Beata Vergine prediligono i semplici e gli umili.
Ci sono persone che si sentono inibite dalla presenza di una persona importante o di un sacerdote, ma la veggente non si sentiva a disagio nello stare al mio fianco. A un certo punto si è messa in ginocchio. Era il segno della presenza della Vergine. Ha parlato a Suo nome, elogiando la preghiera in modo meraviglioso, spiegando che essa ci rende forti contro gli attacchi del demonio e il pericolo del peccato. Ha parlato dell’efficacia del digiuno per essere forti contro le tentazioni della carne.
Le parole sgorgavano spontaneamente, in un discorso concatenato, di una logica impeccabile. Per preparare un’omelia così, io che ho alle spalle 40 anni di sacerdozio, dovrei fare molte letture e lavorare diverse ore. Durante il messaggio tutti erano attenti, il silenzio era rotto solo dalle grida dei bambini, ignari degli eventi.
Mi sono sentito arricchito dai messaggi che ho sentito. L’entusiasmo di quelle persone è grande!
Di fronte a tutto questo voglio dare la mia testimonianza, di un sacerdote che si considera un miracolato di Lourdes, perché sono stato guarito da un tumore maligno all’intestino.
In sintesi, posso affermare che quello che accade a Piedade dos Gerais non è opera del demonio, ma dello Spirito Santo. Potrei ripetere quello che ha detto un pellegrino del curato d’Ars: “Ho visto Dio in una giovane”.
Sarebbe un errore teologico pensare che la Madonna si trovi in diversi luoghi contemporaneamente, se ammettiamo che parla allo stesso tempo a Piedade dos Gerais, a Medjugorje e in Giappone. Ma poiché la Madonna è nella luce di Dio, ella può riflettersi in Dio, che è presente ovunque allo stesso tempo. La fede, come ha detto San Francesco di Sales, consiste nel vedere Dio in tutte le cose e tutte le cose in Dio.
Do così la mia testimonianza come sacerdote e mi piacerebbe che l’autorità ecclesiastica responsabile dell’area della Valle analizzasse con premura quello che sta avvenendo lì, e facilitasse la celebrazione della Santa Messa in quel luogo, così come l’amministrazione dei sacramenti, soprattutto la confessione e la Comunione, per premiare il fervore di quella comunità, che accetta umilmente le decisioni delle autorità religiose, e anche per premiare i pellegrini che vi si recano spinti dalla fede.
In passato avevo immaginato una comunità come la Valle, pensando a una città ideale, alla quale avrei dato il nome di Mariapolis (città di Maria). Nella Valle ho trovato la concretizzazione di quello che avevo immaginato, vedendo che lì si radunano persone che condividono gli stessi ideali e vivono come i primi cristiani, che avevano tutto in comune. Mi ha stupito vedere tutti dirigersi al refettorio comunitario, lavorare insieme per il bene comune, formando un solo cuore e una sola anima.
Vorrei dire alle autorità ecclesiastiche, che sono incaricate di approvare o non approvare questi messaggi, che vengono trasmessi già da molti anni, quello che disse Gamaliele negli Atti degli Apostoli: “Se quest’opera è di origine umana, finirà da se stessa; ma se viene da Dio, nessuna forza al mondo riuscirà a sconfiggerla”.

seguiranno le traduzioni di altre testimonianze