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2002

13.03.2002

Cari e amati figli!
In questo momento così speciale di preghiera, di affidamento della nostra vita a Gesù, specialmente del nostro cuore, della nostra anima, del nostro essere, chiediamo a Dio la sapienza dell’umiltà, della semplicità, della carità, della fede e soprattutto dell’amore reciproco.

Mi rallegro quando vedo che siete in grado di vivere quello che Gesù ha detto: “Tutti sono sempre gli uni per gli altri e Dio è per tutti”.

So, figli, che nonostante le molte difficoltà che vivete, che attraversate, non potete mai negare quanto Dio qui – nella vostra vita di cammino, di missione fraterna – ci insegna ad amare.

È una cosa così bella, così splendida, così grandiosa!
Il potere di Dio nella nostra vita è veramente grandioso.

Questa sera non possiamo fare a meno di ringraziare.
Ringraziare, perché cosa sarebbe del mondo se Dio non ci facesse dono di tale sapienza, di tale dignità ? E anche della felicità che è la sua ricchissima presenza in ciascuno di noi, che ci insegna ad amare?

Questo è quello che vi dico, figli. Molte volte vi guardo e vi chiedo prudenza, sapienza, silenzio, specialmente in questo periodo di Quaresima.
Il Cielo ha chiesto così tanto il silenzio.
Perché arriva il momento in cui non vale più la pena criticare, non vale più la pena giudicare. Arriva il momento nella tua vita in cui ti rendi conto che solo attraverso l’amore puro, che è l’amore divino, riuscirai a fare della tua vita un’opera divina.

Sono certa che il mondo sta attraversando una crisi molto grande. Non si tratta solo di pane, non si tratta solo di malattie, non si tratta solo di tristezza, ma soprattutto di mancanza d’amore!

Il mondo oggi non sa vivere la condivisione, non sa vivere la donazione piena. L’uomo non sa donarsi, non sa affidarsi. L’uomo esige, esige ed eside dal Cielo! Mentre sa dare così poco al Cielo.

Stiamo vivendo un anno di tribolazioni.
In quest’anno di tribolazione, figli, la sofferenza, il dolore e la tristezza ci rendono più uniti, più perseveranti e più autentici.

Ecco perché Gesù vi ha detto che questo è un anno difficilissimo, perché il mondo sarà attaccato dal veleno del male: angoscia, tristezza … perché sono queste le principali malattie del mondo. Non vedere Dio in tutte le cose, non vedere Dio dentro di sé.

L’uomo che non ha Dio nella sua vita, è capace di tutto: uccidere, rubare, condannare, fare la guerra, fare atti di terrorismo. Questo è quello che l’uomo sente oggi: la malattia più grande che è la malattia della tristezza, della depressione e dell’angoscia.

E Gesù vi ha detto che quest’anno è l’anno di queste malattie terribili. Ma ha anche detto: sarà l’anno della protezione e l’anno in cui pregate per la pace.

E chi è la pace? Dio!
Chi è la nostra protezione? Dio!

Quando siamo qui in questa semplice cappella, dove la comunità si riunisce per nutrire il cuore e l’anima, comprendiamo il più grande mistero del mondo: il mistero dell’amore, il mistero della carità, il mistero della fraternità.
Quando siamo qui ascoltiamo il Cielo che ci dice: è tempo di preghiera, è tempo di conversione, è tempo di umiltà, è tempo di santità.

E la lotta? E la ricerca?

La lotta e la ricerca non sono facili, non sono semplici. Perché quando si abbraccia una causa divina, si abbraccia il fratello, e quando si abbraccia il fratello si abbraccia principalmente quello che è escluso, quello che agli occhi della società non ha valore. Ma tu che hai Dio, vedrai il suo valore, vedrai Cristo Gesù presente in te e in lui.

La Quaresima dovrebbe portare più meditazione su questo nel cuore dell’umanità, che oggi vuole vedere il mondo rivestito d’oro, ma non vuole vedere il fratello rivestito della presenza di Dio.

Per quanto peccatore, per quanto piccolo, per quanto sofferente, quell’uomo è un figlio di Dio! Ed è per questo che comprendiamo la forza della preghiera.

Sappiamo della grande tempesta di sofferenza che l’uomo stesso ha seminato. Ma sappiamo anche che, se vogliamo veramente riscattare qualcuno, dobbiamo avere misericordia, come Cristo Gesù è e sempre sarà la Misericordia.

Allora questa sera vogliamo fare una richiesta a Dio, vogliamo chiedere la sua infinita misericordia per noi.
Voi qui siete figli che lavorano alla messe del Signore. Il vostro salario sarà sicuramente il più bello del mondo. Il Cielo! La vita eterna! La vita in Dio!
Perché voi qui – anche se con i vostri difetti, anche se con la vostra piccolezza – state cercando il grande contenuto della vostra felicità: amare Dio, amare il prossimo, rispettare Dio, rispettare il fratello.

Chiediamo a Gesù che la sua infinita misericordia sia presente in noi, dimori in noi e illumini ciascuno di noi, in modo che possiamo essere più degni e meritevoli delle grazie e delle benedizioni celesti.

Con grande gioia e amore voglio darvi la mia benedizione.

In questo momento la Madonna benedice tutti …

Cari e amati figli!
Vi ho dato la mia benedizione.
Sono stata molto contenta per questo momento di preghiera, per la presenza dei figli e delle figlie qui riuniti.

Questa sera Gesù ci mostra la grandezza dell’amore.
È un messaggio molto importante, specialmente nei giorni che l’umanità sta vivendo, i giorni attuali di sofferenza, di tristezza, in cui l’uomo crede e pensa che tutto sia perduto. Ma non lo è! Solo l’uomo che non ha fede perde! Chi ha fede ottiene sempre. Ottiene saggezza, ottiene discernimento, ottiene fortezza, ottiene il coraggio, l’autenticità e la verità per lottare per il grande ideale della sua vita: la grazia di Dio!

Ed è nella grazia di Dio che rimanete, con la benedizione del Padre, del Figlio e del Divino Spirito Santo!

A chi mi ha regalato questi bellissimi fiori, dono il mio Cuore di Madre. Ora devo andare, il Signore mi chiama. Ecco la serva del Signore!