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2012

20.11.2012

Cari figli!
Con grande unità, in quest’Anno della Misericordia, vogliamo supplicare Dio in un modo molto speciale – con l’unzione della preghiera che state vivendo in questo momento – per la pace in Brasile e nel mondo. Affinché la misericordia che è presente in ogni angolo di questa terra – che la presenza di Gesù e la sua dolcezza per noi – possa essere riversata su tutte le nazioni che soffrono le conseguenze della violenza, della paura, della guerra.

Di cosa ha bisogno il mondo oggi?

Il mondo ha bisogno di lodare e glorificare Dio per la vita, la bontà e l’amore del Padre; e vivere di più per la grazia di Dio.

La conseguenza di un mondo malato, di un cuore malato, è dovuta al fatto che l’uomo vive molto di più per il mondo che per le cose di Dio. Egli dimentica Dio oppure se ne ricorda solo nelle ore facili, quando il cammino è leggero, soave, mite. Ma cosa fa quando arriva il peso della battaglia che dobbiamo vincere, soprattutto nel tempo di oggi?

Non siamo di fronte a una tempesta qualunque. Siamo di fronte alla tempesta infida e distruttiva del nemico, che cerca in tutti i modi, sia spirituali, sia materiali che temporali, di colpire il figlio di Dio; di portarlo alla grande fragilità di un’anima debole, di un pensiero senza sapienza, senza intelletto. Quante volte hai bisogno di essere umile e l’orgoglio ti impedisce di essere realmente felice!

Dobbiamo dare molto valore alla bontà del Padre, che veglia, che illumina, che ci protegge con affetto e semina il seme del bene in tutti. Abbiamo imparato, soprattutto in quest’Anno della Misericordia, come seminare questo bene. Abbiamo imparato la lezione dell’amore. Molte volte, impariamo solo con la volontà. Mettiamo [al primo posto] la volontà di Dio, che è molto più grande e superiore.

L’uomo è sempre alla ricerca di briciole, di sofferenze, di quello che lo porta alla sofferenza. Non sta nella grazia, traboccando di grazia. Spesso è depresso, sofferente, nella tristezza, nel dolore, senza azione, senza luce. Spesso vive senza luce, non vive illuminato. Vive perduto! È come se avesse tutta la grazia, ma non la volesse, perché si è perso, non sa come cercare, come ringraziare, come ricevere.

Gesù ha fatto una grande opera nella nostra vita.

Quest’anno abbiamo vissuto una bellissima esperienza e stiamo arrivando alla fine di quest’Anno della Misericordia con la grazia della presenza di Dio; che ci ha reso una famiglia più unita, nella quale ognuno ha superato i suoi momenti di difficoltà.

A volte vuoi passare ad altri quello che è tuo. Non possiamo passare ad altri la nostra croce. Portiamola con pazienza, amore e sapienza. Non possiamo mettere sulle spalle del nostro prossimo quello che è per noi. Se Gesù ci ha assegnato questa missione, questa lotta, questa battaglia, allora dobbiamo dire: “Signore! Ecco i tuoi servi.”

È così bello quando diciamo: “Signore! Siamo i tuoi servi, fai di noi secondo la tua volontà.”

Fare la volontà di Dio è vincere veramente tutte le nostre fragilità. Una delle grandi fragilità dell’uomo è pensare di poter fare tutto da solo. Nessuno può fare nulla da solo. Possiamo fare tutto quando diamo la mano al prossimo, perché l’unità fa la forza.

Per questo, la vostra preghiera qui in questo momento è l’unione, e questa unione è la forza. Le richieste che fate qui, sia per la guarigione dalle malattie di coloro che ve lo chiedono, sia per la pace nel mondo e in Brasile, portano frutto: la guarigione raggiungerà quel cuore che ha bisogno di essere guarito, la guarigione raggiungerà quell’anima che ha bisogno di riceverla, la guarigione raggiungerà tutta l’umanità; perché la vostra preghiera è una forza.

Non siete qui soli, siete con Gesù. Egli è la ragione della nostra presenza qui, Egli è la nostra forza, è il nostro fondamento, è colui che ci protegge, è colui che ci difende; perché abbiamo una missione. Non tutti i figli di Dio sono chiamati a vivere in una comunità fraterna – sia chi è venuto dalla stessa nazione, sia chi è venuto da un’altra nazione. Siamo tutti chiamati da Dio.

E perché Gesù fa questa chiamata a tutti noi?

Perché Egli vuole l’unità di tutti. Egli vuole che guardiamo il mondo e ci rendiamo conto che il mondo sta supplicando la misericordia di Dio.

L’umanità vuole unione e il mondo ha bisogno di unione.

Gesù ci mostra chiaramente che verrà il momento in cui l’uomo sentirà che non è il materiale che lo sostiene, ma lo spirituale. Perché il materiale è come la polvere, ha un’essenza, ma non completa. L’essenza suprema della materia è l’anima, la vita. L’essenza di un uomo non sta nella vita carnale, ma nella vita spirituale, perché la carne non è vita.

La carne ha ricevuto vita quando Gesù le ha dato il soffio della vita, per sperimentare il bellissimo passaggio.

Perché Gesù ci ha dato questo soffio?

Dio ci ha creati, ma Gesù ci ha dato il soffio della vita con la salvezza. Perché Egli ti ha salvato! Tu hai ricevuto vita nuova.

È così bello quando diciamo: “Con il santo battesimo ricevo vita nuova”.

Se l’umanità ponesse le sue basi sulla dolce presenza di Gesù – come fonte di salvezza – il mondo conoscerebbe di più la creazione; la creatura che è immagine e somiglianza di Dio, immagine e somiglianza dell’amore di Dio.

Ma l’umanità vive così fredda, senza catechesi, senza spiritualità. Nessuno si preoccupa di conoscere l’essenza della propria esistenza.

Se guardi te stesso, vedrai un miracolo di Dio: nel tuo respiro, nel tuo movimento; anche nel muoverti verso la costruzione della santità.

Tu che lotti per il bambino, per il giovane, per la famiglia, che lotti per vivere le cose di Dio, stai camminando verso la santità; e la santità è qualcosa che dobbiamo valorizzare, così come la purezza dei cuori e la leggerezza dell’anima.

Un’anima che ha Dio è un’anima pura, un’anima soave e leggera.

Spesso guardi l’essere umano e lo vedi appesantito. È come se avesse portato un carico troppo grande e gli mancasse la sublime essenza dell’amore. E il Cielo ci ha chiamati a questo amore, tutta la nostra vita è stata frutto di questo amore di Dio per noi.

Allora vogliamo iniziare a perfezionarci, ad affidarci, a supplicare e a vivere.

Stiamo vivendo il tempo che Dio ci ha dato: l’Anno della Misericordia. Se non fosse per la misericordia di Dio, questa sofferenza che c’è oggi sarebbe molto più grande e molto più difficile da vivere e da superare.

Ma Dio ha misericordia!

Ecco perché supplichiamo Dio per il Brasile, che ha bisogno di pace, che ha bisogno di liberazione. Tanti luoghi in questo paese hanno bisogno anche di guarigione ed esorcismo, perché oggi ci sono tante malattie che colpiscono il cuore dell’uomo.

E nel mondo, specialmente dove l’umanità avrebbe più bisogno di testimoniare Gesù, è dove meno lo testimonia. Vive in funzione delle briciole, in funzione del dolore, in funzione della morte, in funzione della violenza.

È così bello quando viviamo per costruire vita. Anche quando riceviamo la catechesi del Cielo, impariamo che la vita è più grande di questo passaggio qui sulla Terra e che tutti noi stiamo camminando verso il Regno dei Cieli, la Casa del Padre.

Ecco perché abbiamo questa missione di evangelizzare con un cuore veramente felice e aperto alla realizzazione del piano di Dio.

Con grande affetto e amore voglio benedire i figli che oggi sono qui presenti.

in questo momento la Madonna benedice tutti i presenti

Cari figli!
Ho benedetti con affetto tutti voi; la famiglia alla quale Gesù ha chiesto chiaramente l’unione.

La vostra preghiera costruisce la pace in ogni angolo della terra, che oggi vive la necessità della conversione, della preghiera e della pace.

In questa preghiera che state facendo con tanto amore, mettete l’intenzione della pace sulla terra, in Brasile e nel mondo. Perché anche le difficoltà materiali incontrate da molte nazioni portano alla mancanza di pace, specialmente nelle famiglie. L’uomo si basa molto più sulla materia che sull’anima, motivo per cui vive così infelice. Il giorno in cui saprà mettere Dio al primo posto, vivrà davvero felice.

Questa benedizione di oggi è stata anche per mia figlia Águida, che Gesù le dia molta luce e molta sapienza, che possa continuare ad avere questo cuore bellissimo; e per mio figlio Elias, che Gesù lo renda un figlio santo, un bambino pieno di Dio, capace di trasmettere la presenza di Dio a coloro che ne hanno più bisogno.

Rimanete tutti nella pace con la protezione del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

A chi mi ha offerto questi bellissimi fiori, dono il mio Cuore di Madre.

Il Cielo mi chiama. Ecco la Serva del Signore!