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2012

05.07.2012

Cari figli!
Che la pace, la gioia e l’amore di Dio siano con noi oggi. Il proposito di una vita degna, con le grazie, le benedizioni e la pace, ci è dato perché siamo qui in questa Valle di preghiera. E anche perché preghiamo in modo speciale per la Santa Chiesa e per la conversione delle famiglie del mondo intero; affinché tornino all’amore di Dio e siano annunciatori di questo amore. Che trasformino i loro atti e le loro azioni in opere degne di un vero figlio di Dio, che si pone interamente al servizio dell’evangelizzazione.

Evangelizzare è vivere il Vangelo, è vivere la volontà di Dio con atti e opere di vita. Evangelizzare è vivere la carità, la donazione, l’abbandono e la buona volontà.

In quest’anno della Misericordia stiamo vivendo il tempo in cui Gesù viene a raccogliere il frutto della beatitudine, il frutto del buon esempio, il frutto della pace e dell’evangelizzazione. E viene a insegnarci che non tutti quelli che dicono di essere nell’opera e nella grazia di Dio danno testimonianza di quest’opera e della grazia di Dio.

La Misericordia viene a insegnarci ad essere testimoni, a trasformare noi stessi. Spesso dobbiamo lavare i panni sporchi per renderli puliti. Lo stesso vale anche per le cose del Cielo. Dobbiamo lavare, purificare, guardare e vedere quello che deve essere davvero cambiato nelle nostre vite, nelle nostre anime e nei nostri cuori.

Dobbiamo sempre fare qualcosa per la nostra vittoria, per vincere il dolore, la tristezza, il dolore e il risentimento. Non puoi essere un uomo che si lascia vincere. Devi essere un uomo vincente. Vincitore di ogni tribolazione e di ogni purificazione. Quello che succede oggi è che le persone stanno diventando deboli.

Anche Gesù ci ha parlato, in vari messaggi, della stanchezza di coloro che stanno lavorando nell’opera di Dio. Ecco perché Gesù non ha voluto una moltitudine di uomini, ma ha voluto uomini fedeli. È inutile una grande moltitudine in cui pochi lavorano per l’opera di Dio e la maggior parte deride quest’opera. Chi non vive l’opera con il cuore, chi non si mette con il cuore al servizio dell’opera, non ha la felicità di raccogliere i frutti della beatitudine.

Quello che succede nella tua vita è che, quando la sofferenza inizia a farne parte, è tempo di aprire gli occhi e vedere che ci sono cose che devono essere cambiate nella tua anima e nel tuo cuore. E il proposito che abbiamo oggi è quello di una vita in unità, perché questo è l’anno dell’unità. Quindi non si tratta solo di annunciare la misericordia. La misericordia ci insegna a fare il bene, a fare la carità; ma l’unità ci insegna a lavorare tutti per lo stesso scopo. Quando si pianta un albero ed esso non porta frutto secondo il proposito di chi lo ha coltivato, lo ha piantato, se ne è preso cura, quest’albero non viene lasciato insieme agli altri, ma viene tagliato.

È quello che dice Gesù: “Oggi dobbiamo tagliare molte cose che sono intorno a noi, altrimenti non raccoglieremo i frutti della beatitudine”. E L’unità è questa beatitudine. Il Cielo ci ha chiamato ad essere beati. Non possiamo semplicemente ignorare questa chiamata del Cielo. Non possiamo non vedere questa chiamata del Cielo. Vivere questa chiamata del Cielo è mettersi con prontezza al servizio delle cose del Cielo. È essere pronti, essere disponibili. Significa avere il cuore capace di evangelizzare secondo la volontà del Cielo, la volontà del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Oggi vi chiedo di essere più zelanti, di essere alberi che danno frutto. Prendersi cura dell’opera che Dio ha dato al tuo cuore e alla tua anima è produrre frutti, principalmente i frutti della conversione e della preghiera. La preghiera porta alla nostra vita le beatitudini. Dobbiamo vedere i frutti della nostra preghiera. La nostra opera non può essere un’opera morta; dev’essere viva, veramente viva!

Con grande affetto voglio benedire tutti i figli…

in questo momento la Madonna benedice i presenti

Cari figli!
Ho benedetto con affetto questa bellissima famiglia. La bellezza di questa famiglia sta nel vivere quello che il Cielo insegna in tutti i momenti del nostro cammino di evangelizzazione.

Oggi Gesù ci parla della vittoria e ci rende consapevoli che molte volte l’uomo viene sconfitto perché si lascia vincere, principalmente dalle persecuzioni e dalle tentazioni del male. È tempo di reagire, è tempo di avere un’azione e un’opera costruttiva della vera forza interiore che hai, capace di vincere la povertà e la tristezza che è il peccato. Allora Gesù ci dice: coraggio, vai avanti. Questa è la nostra missione Non possiamo abbatterci.

Gesù parla della stanchezza, quindi dà l’esempio dell’albero: dobbiamo essere alberi che edificano, costruiscono, evangelizzano. Perché non ha senso essere di fronte a un Cielo di Luce, se non vivi l’unità di questo Cielo di Luce nella tua vita. Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo realizzano in noi i misteri della Santissima Trinità. Negli stessi figli. E dobbiamo essere esempi di questo mistero.

La benedizione di oggi è stata per tutti i figli e per tutti quelli che compiono gli anni; ho chiesto a Gesù di illuminare, custodire e portare molta fede e serenità a tutti voi. Rimanete tutti nella grazia di Dio Padre, Figlio e Spirito Santo.

A chi mi ha offerto questi bellissimi fiori, dono il mio Cuore di Madre. Ecco la Serva di Dio ed ecco che il Signore mi chiama!