Categorie
2013

28.03.2013

Giovedì Santo

Cari figli!
È una benedizione, in questo Giovedì Santo, sperimentare la bellezza di Gesù nella Santa Eucaristia.

Oggi è un giorno di adorazione a Gesù. In questo momento ognuno, nel silenzio del suo cuore, con molto amore, fede e rispetto, adorerà Gesù. In silenzio offriamo i nostri cuori a Gesù. Mentre offri il tuo cuore a Gesù, chiedigli di guarire il tuo cuore; di portare la guarigione completa e di liberarti da tutti i cattivi pensieri. Quante volte il tuo pensiero è così dannoso!
Affida i tuoi occhi; quante volte riesci a vedere solo il dolore, la tristezza e la sofferenza. Affida le tue orecchie; quante volte non sai ascoltare quello che è buono, lasciandoti coinvolgere dai giudizi. Consacriamo a Dio anche la nostra lingua, in modo che essa proclami la Misericordia di Dio e si allontani da tutte le parole cattive e sconvenienti, da giudizi e persecuzioni.

Quando Gesù ha lavato i piedi dei suoi discepoli e apostoli, ha mostrato che per lavare i piedi aveva bisogno di acqua, ma per lavare i cuori ha versato il suo Sangue.
Abbiamo la più grande di tutte le ricchezze, che è l’Eucaristia.
È un privilegio sapere che ogni volta che viene celebrata l’Eucaristia Gesù Cristo si rende presente. Ogni volta, figli.

È molto bello! È un’istituzione meravigliosa, perché vediamo che la Chiesa è viva. Essa non è il passato, essa non è il futuro, essa è il presente. Perché il presente? Perché Gesù ha lasciato nelle mani dei suoi discepoli e apostoli la grazia di questa bellissima trasformazione.

A volte gli uomini che non hanno avuto catechesi si sorprendono della forza della Chiesa Cattolica, nonostante le difficoltà e le fragilità degli uomini, che sono peccatori.
E la domanda è questa: “Perché la Chiesa ha il potere di unire?”. Perché la Chiesa è Gesù, è Corpo vivo, e l’unzione dello Spirito Santo è molto forte; la presenza dell’amore del Padre è molto grande nella Chiesa. Ecco perché, in questo Anno della Fede, avete sperimentato la sofferenza rivestita di gioia, ma una gioia che ci ha fatto rimanere in preghiera.

Sappiamo che l’uomo non è pronto per combattere le trappole del demonio – che sono molte. Cosa vuole il demonio? Vuole che l’uomo sia sempre più coinvolto nel peccato. Quindi, tutto sembra permesso. L’uomo non sa guardare le cose e rispettare il Padre Creatore; la Misericordia di Gesù, il Salvatore; la presenza dello Spirito Santo, Santificatore. Ma sappiamo che il potere di Dio è maggiore della debolezza degli uomini.

Quando Gesù fece quella Cena, chiamò i discepoli, si sedette vicino a loro, prese quel pane – cibo quotidiano – quel vino che faceva anch’esso parte della Cena, dell’unità, dell’unione; e disse: “Io sono il Pane Vivo disceso dal Cielo!”. Che parole meravigliose: “Io sono il Pane Vivo”. Egli ha trasformato quel Pane, ha trasformato quel Vino.

Oggi celebriamo questa trasformazione. E oggi, quando parteciperete all’Eucaristia – nel momento della trasformazione – ricorderete che la Madre ha insegnato che quell’istante è il momento della presenza Viva di Gesù.
Ecco perché è importante pregare per la Chiesa, per i sacerdoti, per i missionari; perché essi possono avere le loro debolezze, ma hanno una forza maggiore: le mani benedette, per dare l’Alimento all’uomo affamato di pane e assetato del Sangue dell’Agnello di Dio. Il mondo ha una necessità molto grande dell’Agnello di Dio.

Stiamo vivendo un momento di grandi cambiamenti, di grandi trasformazioni, di grande speranza; perché la fede è la fiamma della speranza. Puoi avere una malattia, una difficoltà materiale, una sofferenza spirituale, ma quando hai fede significa che hai fiducia in Dio. Allora accendi questa fiamma! Quest’anno è l’anno della fiamma.

Gesù ha detto che è l’Anno della Giustizia e che non aspetterà più. Chi vuole essere di Dio sarà di Dio e chi, purtroppo, vuole seguire la strada larga, che la segua. Hai libertà di scelta, hai il catechismo per saper scegliere. Il Cielo ti sta dando indicazioni: “Guarda, la strada larga può avere molte cose attraenti per gli occhi, ma che ti fanno perdere l’anima. La strada stretta può avere molta sofferenza per la carne – perché quando segui Dio soffri molto – ma ti porta a salvare la tua anima!”. Allora la scelta è tua.
Dio non ti costringerà, ma ti catechizzerà. È l’Anno della Fede, è l’Anno della Gioventù, è l’Anno della Buona Volontà, è l’anno del cambiamento, della trasformazione, l’anno in cui fare quello che Gesù ha chiesto: “Non peccare più!”.
Guarda avanti, guarda Gesù, guarda il Santissimo Sacramento, guarda la presenza degli angeli, la presenza dei santi, guarda la protezione celeste. Il Cielo è in mezzo a noi! Il Cielo si rende presente sulla terra. Il catechismo del Cielo scende sul mondo.

La manifestazione del potere di Dio incanta gli uomini sulla terra. Per questo, gli uomini che vengono alla fonte, poi ritornano. L’uomo che viene di nuovo ad attingere l’acqua e a ricevere l’alimento per l’anima, viene perché l’anima ne è affascinata. L’alimento del Cielo delizia la nostra anima!

È quello che è successo con Gesù; cenando con i discepoli ha incantato l’anima dei discepoli, perché i discepoli non erano preparati per la grande ora, per il momento in cui Gesù si sarebbe consegnato su quella croce. Non erano ancora pronti.

È quello che Gesù ci dice oggi. A volte stai pregando, stai facendo la tua parte come cristiano, ma non sei ancora forte, stai permettendo che il demonio si prenda gioco di te con la fragilità umana. È quello che è successo ai discepoli: hanno consegnato Gesù, hanno rinnegato Gesù; perché non erano ancora forti. Per questo Gesù ha lavato i piedi. Nel simbolo di lavare quei piedi, mostrò che aveva bisogno di lavare l’anima; perché la nostra anima e il nostro cuore devono diventare un Tabernacolo, un Santuario.

Quando Gesù parla di “santuario”, a volte le persone discutono molto sulla parola “santuario”, perché è molto forte: santuario è qualcosa di santo! E cosa Gesù Cristo vuole che sia santo? Il cuore. Il nostro cuore deve essere questo tabernacolo, questo santuario, dove Egli dimora e regna per sempre. Amen.

Abbiamo bisogno di questa catechesi, perché quello che Gesù ha fatto con i discepoli, continua a farlo con noi; nella vita del Santo Padre, nella vita della Santa Chiesa, nella vita del Santo Clero, nella vita delle anime religiose, nelle famiglie sacre… Anche le famiglie sono sante; vivono un sacramento e devono vivere quel sacramento con amore. Quando vivi un sacramento sei felice, perché la tua anima si rallegra nella grazia di Dio, nella sua fedeltà.

Gesù ci mette davanti a questa luce in modo che possiamo assaporare questo giorno santo consapevoli che la Parola di Dio è vita piena, non passa, rimane. Ci sono molte cose che sono misteri, che ancora non ci spetta conoscere, ma Dio ha fornito al nostro cuore la sapienza dell’intelletto e del discernimento. Allora ognuno, nel silenzio del suo cuore, chieda a Gesù di essere un santuario, un tabernacolo degno e meritevole di Gesù Eucaristico.

Con grande gioia, benedirò tutti i figli.

In questo momento la Madonna benedice tutti.

Cari figli!
Ho benedetto con affetto tutti i figli. Sono stata molto felice per la vostra unione, per questo momento di preghiera.

Gesù rallegra la nostra anima mostrando che Egli è l’Alimento Vivo, è il Pane Vivo che è disceso dal Cielo e ha dimorato in mezzo a noi. Ecco perché la presenza di Gesù nella nostra vita è reale, è grandiosa, è così importante e rende il mondo diverso. Quando senti la presenza di Cristo nel tuo cuore, il tuo cuore si riempie di gioia e tu diventi un figlio di Dio benedetto.

Rimanete nella pace! Soprattutto i figli che sono venuti per vivere la Settimana Santa in adorazione a Gesù.

Che la benedizione del Padre, del Figlio e del Divino Spirito Santo sia in mezzo a noi, e nel cuore di tutti quelli che compiono gli anni e dei pellegrini qui presenti.

A chi mi ha offerto questi fiori bellissimi, voglio offrire il mio Cuore.

Il cielo mi chiama. Ecco la Serva di Dio.